Gli AROMI trovano radice in tre sole parole. Cultura, Coltura, Cottura. E viene facile giocarci su: basta un cambio di lettera e cambiano il suono e il senso: Cultura, Coltura, Cottura. 3C per un manifesto:
La conoscenza delle piante genera la coltivazione.
La coltivazione ispira la cucina.
La cucina riconosce il valore della terra.
Prima ancora di essere un’azienda agricola, gli Aromi è un‘officina di sapori e conoscenza.
Enrico è un agronomo ma soprattutto un esploratore del mondo delle piante, capace di coinvolgere la sua famiglia in un grande sogno: trasformare la serra da luogo di produzione a spazio di aggregazione, trasmigrando tutti sull’universo delle erbe aromatiche e officinali.
Così, nel tempo ha costruito un vero giardino di biodiversità mediterranea, dove convivono, con ordine e simmetria, centinaia di varietà. Ogni pianta ha una storia, una geografia, un carattere. Che Enrico ama raccontare: aneddoti, usi, curiosità, etimologia. Perché conoscere una pianta significa apprezzarne il profumo, capire quando e come e dove usarla, scoprire cosa può evocare prima nei sensi e poi nella memoria. Qui, nel bere o nel mare, l’olfatto è la prima forma di conoscenza: un viaggio nei ricordi, nei territori e nelle tradizioni agricole e gastronomiche del Mediterraneo
Per Enrico, coltivare è sempre stato un atto culturale. Lo si capisce dalla sua formazione in agraria. Lo si evince dalle sue esperienze lavorative in giro per l’Europa – precedenti all’apertura de gli Aromi nel 2006 – come produttore e rivenditore di bulbi. Il metodo adottato a gli Aromi non può che essere naturale. Legato alla ciclicità, privilegia tecniche a basso impatto ambientale e valorizza la fertilità del suolo come risorsa primaria.
Nessuna forzatura. Nessuna standardizzazione industriale. Ogni pianta cresce secondo il suo ritmo. Ogni filare viene curato a mano, con la stessa dedizione che un genitore mette ogni giorno nel tirar su i propri figli.
Poi arriva il momento della cucina. Perché il destino delle erbe aromatiche è incontrare il cibo.
A gli Aromi questo incontro prende forma tra le mani di Rita Russotto: finocchietto, origano, timo, salvia, menta entrano nei piatti con naturalezza, creando accostamenti che raccontano il territorio. Non si tratta di semplice utilizzo decorativo: l’aroma diventa struttura, identità, firma. La ricerca di Rita non si ferma alla cucina espressa. Per valorizzare le piante coltivate da Enrico, Rita realizza anche vasetti artigianali: marmellate e confetture, salse, paté, sali aromatizzati ed erbe essiccate. Tra queste, un posto d’onore ce l’ha lo za’atar, una miscela profumatissima di timo (satra in dialetto lcale), semi di sesamo tostati e sommacco, spezia mediterranea dal colore rosso porpora. Diffuso nelle cucine del Medio Oriente, lo za’atar è l’emblema del ponte tra cultura, coltura e cottura che è il manifesto de gli Aromi.