A spasso tra gli Aromi
Agli AROMI non si fa semplicemente una visita. Si cammina. Si annusa. Si tocca. Si ascolta. Si assaggia.
Le traiettorie tra le serre e le coltivazioni, nel loro diorama ordinato e armonico, sono tracciate come un piccolo viaggio sensoriale, un percorso che si attraversa lentamente, passo dopo passo. Ogni pianta è un incontro, ogni profumo una scoperta. E spesso succede qualcosa di curioso: all’inizio si arriva con gli occhi, ma dopo pochi minuti sono gli altri sensi a prendere il comando. Ecco come avvengono i percorsi sensoriali.
Il naso sa più cose di quanto immaginiamo. Il primo senso che si sveglia è quasi sempre l’olfatto. Basta sfiorare una foglia tra le dita e il profumo si libera: intenso, sorprendente, a volte familiare, altre completamente inatteso.
Nel percorso olfattivo si impara a distinguere le sfumature: note balsamiche, agrumate, speziate, resinose. Una menta che ricorda il bergamotto. Un geranio che profuma di rosa. Una salvia che sembra portare con sé l’ananas.
Non è solo un gioco. È un allenamento. Perché imparare ad annusare significa imparare a riconoscere. Le piante, i paesaggi, le persone.
Dalle narici, poi, il viaggio si allarga. Qui non si tratta più solo di sentire un profumo, ma di cadere dentro il percorso con tutti i sensi insieme. La vista si perde nelle sottili sfumature di piante, steli e foglie: i verdi – squillanti o polverosi – i grigi argentei, i viola profondi, i gialli luminosi. Il tatto del palmo e delle dita scopre superfici diverse: superfici vellutate, ruvide, porose, cerose, sottilissime, pungenti, morbide. E mentre il naso continua il suo lavoro silenzioso, per evocare ricordi e odori lontani, chiede una mano al gusto, perché certe erbe si riconoscono solo con un assaggio. Infine, l’udito: il vento tra le piante, i passi sulla terra, le storie raccontate, il canto degli uccelli. O anche “quell’oceano di silenzio” in cui è un piacere naufragare. Alla fine ti accorgi che non è stata una visita guidata. È stata un’esperienza immersiva.
C’è però un senso in più che gli Aromi riescono a soddisfare: il senso dello stare bene. Sdraiarsi su un telo sull’erba, lasciare che il pomeriggio scivoli verso il tramonto, respirare i profumi del giardino mentre la luce diventa dorata. La campagna offre infinite possibilità di rallentare e ritrovare equilibrio. Un drink alle erbe, il profumo della brace, le chiacchiere tra amici, il tempo che improvvisamente sembra più largo. Tutto contribuisce a creare quella sensazione semplice e preziosa di benessere. Come ama dire Enrico, ogni elemento al posto giusto genera armonia: l’energia del Mediterraneo, le piante aromatiche, la convivialità della tavola e la cucina di Rita.
E poi arriva la tavola. È il momento in cui tutto si ricompone: i profumi incontrati tra le piante tornano nei piatti, le erbe diventano ingredienti, gli aromi trovano la loro voce nella cucina. La degustazione guidata da Rita Russotto è una piccola narrazione gastronomica: piatti preparati con le piante coltivate in azienda, abbinamenti pensati per esaltarne le caratteristiche, racconti che spiegano come e perché certi aromi funzionano insieme. Qui non si assaggia soltanto.
Si capisce come un ecosistema diventa cucina.
Il calendario delle esperienze segue il ritmo delle stagioni. Perché gli Aromi il tempo non si misura in minuti.
Si misura in profumi.