5 SENSI

A spasso tra gli Aromi

Agli AROMI non si fa semplicemente una visita. Si cammina. Si annusa. Si tocca. Si ascolta. Si assaggia.
Le traiettorie tra le serre e le coltivazioni, nel loro diorama ordinato e armonico, sono tracciate come un piccolo viaggio sensoriale, un percorso che si attraversa lentamente, passo dopo passo. Ogni pianta è un incontro, ogni profumo una scoperta. E spesso succede qualcosa di curioso: all’inizio si arriva con gli occhi, ma dopo pochi minuti sono gli altri sensi a prendere il comando. Ecco come avvengono i percorsi sensoriali.

1 - A NASO

Il naso sa più cose di quanto immaginiamo. Il primo senso che si sveglia è quasi sempre l’olfatto. Basta sfiorare una foglia tra le dita e il profumo si libera: intenso, sorprendente, a volte familiare, altre completamente inatteso.

Nel percorso olfattivo si impara a distinguere le sfumature: note balsamiche, agrumate, speziate, resinose. Una menta che ricorda il bergamotto. Un geranio che profuma di rosa. Una salvia che sembra portare con sé l’ananas.

Non è solo un gioco. È un allenamento. Perché imparare ad annusare significa imparare a riconoscere. Le piante, i paesaggi, le persone.

2 - NUTRIMENTO IN TUTTI I SENSI

Dalle narici, poi, il viaggio si allarga. Qui non si tratta più solo di sentire un profumo, ma di cadere dentro il percorso con tutti i sensi insieme. La vista si perde nelle sottili sfumature di piante, steli e foglie: i verdi – squillanti o polverosi – i grigi argentei, i viola profondi, i gialli luminosi. Il tatto del palmo e delle dita scopre superfici diverse: superfici vellutate, ruvide, porose, cerose, sottilissime, pungenti, morbide. E mentre il naso continua il suo lavoro silenzioso, per evocare ricordi e odori lontani, chiede una mano al gusto, perché certe erbe si riconoscono solo con un assaggio. Infine, l’udito: il vento tra le piante, i passi sulla terra, le storie raccontate, il canto degli uccelli. O anche “quell’oceano di silenzio” in cui è un piacere naufragare. Alla fine ti accorgi che non è stata una visita guidata. È stata un’esperienza immersiva.

3 - IL SESTO SENSO: STARE BENE

C’è però un senso in più che gli Aromi riescono a soddisfare: il senso dello stare bene. Sdraiarsi su un telo sull’erba, lasciare che il pomeriggio scivoli verso il tramonto, respirare i profumi del giardino mentre la luce diventa dorata. La campagna offre infinite possibilità di rallentare e ritrovare equilibrio. Un drink alle erbe, il profumo della brace, le chiacchiere tra amici, il tempo che improvvisamente sembra più largo. Tutto contribuisce a creare quella sensazione semplice e preziosa di benessere. Come ama dire Enrico, ogni elemento al posto giusto genera armonia: l’energia del Mediterraneo, le piante aromatiche, la convivialità della tavola e la cucina di Rita.

4 - DE GUSTIBUS

E poi arriva la tavola. È il momento in cui tutto si ricompone: i profumi incontrati tra le piante tornano nei piatti, le erbe diventano ingredienti, gli aromi trovano la loro voce nella cucina. La degustazione guidata da Rita Russotto è una piccola narrazione gastronomica: piatti preparati con le piante coltivate in azienda, abbinamenti pensati per esaltarne le caratteristiche, racconti che spiegano come e perché certi aromi funzionano insieme. Qui non si assaggia soltanto.
Si capisce come un ecosistema diventa cucina.

5 - BUONA SERRA A TUTTI

Gli Aromi è soprattutto un luogo di incontro. E di relazione. Scuole, viaggiatori curiosi, appassionati di gastronomia, gruppi di amici o team aziendali possono vivere percorsi pensati su misura. Passeggiate botaniche, attività didattiche, momenti di approfondimento sulla coltivazione e sulla cucina delle erbe. Perché imparare dalle piante è sorprendentemente facile:basta fermarsi, toccarle, annusarle, ascoltarle. E lasciarsi guidare dalla curiosità.

Il calendario delle esperienze segue il ritmo delle stagioni. Perché gli Aromi il tempo non si misura in minuti.

Si misura in profumi.